
Errori comuni sull’accessibilità nei siti WordPress
Quante volte ci si chiede se il proprio sito WordPress sia davvero accessibile a tutti? Ci si domanda se le immagini abbiano testi alternativi corretti, se i moduli di contatto funzionino con una tastiera, se i video abbiano i sottotitoli, se il menu sia navigabile da chi usa uno screen reader. Sono domande che molti proprietari di siti web non si pongono, almeno finché non si trovano davanti a un problema concreto: un utente che non riesce a completare un acquisto, una segnalazione di difficoltà, o, nel peggiore dei casi, una contestazione legale legata alla mancata conformità alle normative vigenti.
L’accessibilità web non riguarda solo una nicchia di utenti con disabilità gravi. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa il 15% della popolazione mondiale vive con una qualche forma di disabilità. In Italia, secondo l’ISTAT, si stima che oltre 3 milioni di persone abbiano limitazioni gravi nelle attività quotidiane. A questi si aggiungono utenti temporaneamente limitati, come chi ha un braccio ingessato, chi si trova in un ambiente rumoroso senza cuffie, o chi naviga sotto la luce solare con uno schermo a bassa luminosità. Un sito accessibile funziona meglio per tutti, non solo per chi ha esigenze particolari.
Questo articolo analizza gli errori più frequenti, gli elementi del sito che creano più problemi, i metodi di verifica disponibili e i vantaggi concreti che un sito accessibile porta in termini di SEO, usabilità e ampliamento del pubblico. Ecco, pertanto, l’indice dei contenuti:
Perché l’accessibilità è spesso ignorata nei progetti WordPress
WordPress alimenta oltre il 43% dei siti web nel mondo (fonte: W3Techs). È una piattaforma flessibile, con migliaia di temi e plugin disponibili, ma questa flessibilità ha un rovescio: non tutti i temi e i plugin sono sviluppati con attenzione all’accessibilità. Chi sceglie un tema gratuito o economico raramente trova nella scheda tecnica informazioni sulla conformità alle linee guida WCAG (Web Content Accessibility Guidelines), che rappresentano lo standard internazionale di riferimento.
Una consulenza WordPress orientata all’accessibilità cambia l’approccio già in fase progettuale, evitando di dover intervenire in seguito con correzioni costose e invasive.
Gli errori di accessibilità più comuni nei siti WordPress
Testi alternativi assenti o inutili nelle immagini
L’errore più diffuso in assoluto riguarda i testi alternativi (attributo alt) delle immagini. Molti siti WordPress hanno immagini senza alcun testo alternativo, oppure con testi generici come “immagine1.jpg” o “foto”. Gli screen reader leggono questi testi agli utenti ipovedenti o non vedenti: se il testo è assente o privo di senso, l’utente perde informazioni fondamentali.
Secondo lo studio annuale di WebAIM Million, che analizza il milione di siti più visitati al mondo, le immagini con testo alternativo mancante o non descrittivo rappresentano uno degli errori WCAG più segnalati, presenti in circa il 55% dei siti analizzati. In WordPress, il problema si aggrava perché molti editor aggiungono immagini dalla libreria media senza compilare il campo “testo alternativo”, che rimane vuoto per impostazione predefinita.
Contrasto dei colori insufficiente
Le linee guida WCAG richiedono un rapporto di contrasto minimo di 4,5:1 tra testo e sfondo per il testo di dimensione normale, e di 3:1 per i testi di grandi dimensioni. Molti siti internet usano combinazioni di colori che non rispettano questi rapporti: testo grigio chiaro su sfondo bianco, link colorati che si confondono con il testo circostante, tasti call-to-action con colori troppo simili allo sfondo.
Questo non è un problema che riguarda solo le persone con daltonismo o ipovisione: chi naviga da mobile sotto la luce solare, chi ha uno schermo con calibrazione scadente, chi è anziano e ha una percezione dei colori ridotta, tutti traggono beneficio da un contrasto adeguato.
Struttura dei titoli incoerente
Un sito WordPress ben strutturato usa i tag heading (H1, H2, H3 e così via) in modo gerarchico e coerente. Spesso invece i titoli vengono scelti in base all’aspetto grafico e non alla struttura semantica: si usa un H3 perché è più piccolo esteticamente, o si salta dall’H1 all’H4 senza passare per i livelli intermedi. Questo disorienta gli screen reader e gli utenti che navigano per titoli, una pratica comune tra chi usa tecnologie assistive per orientarsi rapidamente all’interno di una pagina.
Link non descrittivi
Testi di link come “clicca qui”, “leggi di più” o “scopri” sono tra gli errori più comuni e più dannosi per l’accessibilità. Un utente che naviga con uno screen reader spesso sente l’elenco dei link presenti sulla pagina senza il contesto circostante. “Clicca qui” non dice nulla su dove porta quel link. Il testo di un link dovrebbe descrivere la destinazione o l’azione che si compie, in modo che abbia senso anche letto isolatamente dal resto del testo.
Moduli di contatto e checkout non accessibili
I form sono tra gli elementi più critici per l’accessibilità. Gli errori più frequenti includono: etichette (label) assenti o non associate correttamente ai campi di input, messaggi di errore che non specificano quale campo ha il problema, campi obbligatori non segnalati in modo accessibile, e ordine di tabulazione (focus) non logico. In WordPress, molti plugin per moduli di contatto, come Contact Form 7 nella sua configurazione di base, presentano queste criticità se non vengono configurati con attenzione.
Il problema si amplifica nei siti di e-commerce basati su WooCommerce: il processo di checkout coinvolge form complessi, e ogni barriera accessibilità si traduce direttamente in un potenziale abbandono del carrello da parte di utenti con disabilità.
Video senza sottotitoli e senza trascrizioni
I video incorporati in una pagina WordPress (sia ospitati direttamente sia tramite YouTube o Vimeo) dovrebbero avere sottotitoli accurati per gli utenti sordi o con difficoltà uditive. Molti siti usano i sottotitoli automatici di YouTube, che sono spesso imprecisi, soprattutto per contenuti in italiano con terminologia tecnica. Le trascrizioni testuali, utili anche per chi non può guardare un video in quel momento, sono quasi sempre assenti.
Tabelle di dati senza intestazioni semantiche
Le tabelle HTML usate per presentare dati (orari, listini prezzi, confronti tra prodotti) dovrebbero usare i tag <th> con attributi scope per definire le intestazioni di riga e colonna. In WordPress, molti editor visivi inseriscono tabelle come semplici griglie di testo senza questa struttura, rendendo impossibile per uno screen reader comunicare all’utente quale intestazione corrisponde a ciascuna cella.

Come si testa l’accessibilità di un sito WordPress
La verifica dell’accessibilità non si esaurisce con un singolo strumento automatico. Un approccio completo combina test automatici, revisione manuale e, dove possibile, test con utenti reali. E’ utile sapere che esiste una checklist per l’audit di accessibilità con i controlli essenziali da fare su qualsiasi sito WordPress: uno strumento pratico per capire da dove iniziare.
Strumenti automatici
Gli strumenti automatici sono il punto di partenza. Permettono di identificare rapidamente una categoria di errori facilmente rilevabili dal software, come immagini senza testo alternativo, contrasti insufficienti o strutture di titoli incoerenti. I più diffusi e affidabili sono:
- WAVE (Web Accessibility Evaluation Tool): disponibile come estensione del browser e come servizio online su wave.webaim.org, evidenzia gli errori direttamente sulla pagina con indicatori visivi.
- Axe DevTools: estensione per Chrome e Firefox sviluppata da Deque Systems, integrata nei DevTools del browser. Disponibile su deque.com/axe, è molto precisa e produce falsi positivi minimi.
- Lighthouse: integrato in Chrome DevTools, include una sezione dedicata all’accessibilità che fornisce un punteggio e segnala le criticità.
- Colour Contrast Analyser: strumento desktop gratuito di The Paciello Group, permette di verificare il contrasto tra due colori scelti con un color picker.
- SiteImprove Accessibility Checker: estensione browser che controlla la pagina corrente e fornisce un report dettagliato con priorità di intervento.
È importante sapere che gli strumenti automatici rilevano soltanto una parte degli errori WCAG, stimata tra il 30% e il 40% del totale secondo le ricerche di Deque Systems. Il resto richiede una valutazione umana.
Test manuali
I test manuali coprono tutto ciò che gli strumenti automatici non riescono a valutare. Il programmatore o il consulente specializzato in accessibilità esegue una serie di controlli che includono:
- Navigazione completa del sito usando solo la tastiera (tasto Tab per spostarsi, Invio per attivare, frecce per i menu), verificando che il focus sia sempre visibile e che tutti gli elementi interattivi siano raggiungibili.
- Verifica con uno screen reader come NVDA (gratuito per Windows, scaricabile da nvaccess.org), JAWS (il più diffuso tra gli utenti reali, a pagamento) o VoiceOver (integrato in macOS e iOS).
- Controllo del comportamento del sito a diversi livelli di zoom (fino al 200% e al 400%) per verificare che il contenuto non venga troncato o sovrapposto.
- Verifica della modalità ad alto contrasto del sistema operativo, per assicurarsi che il sito rimanga leggibile.
- Controllo della logica delle etichette nei form e dei messaggi di errore.
Test con utenti reali
Il metodo più efficace, e anche il più spesso trascurato, è il test con utenti reali che hanno disabilità e usano tecnologie assistive nel quotidiano. Questi utenti trovano problemi che né gli strumenti automatici né i test manuali di un esperto riescono a individuare, perché il loro modo di interagire con il web è diverso da quello di chi sviluppa e testa il sito.
Organizzare sessioni di test con utenti con disabilità visive, motorie o cognitive permette di raccogliere feedback su aspetti come la comprensibilità del contenuto, la difficoltà nel completare operazioni specifiche e le frustrazioni più frequenti. Molte agenzie di UX research includono reclutamento di utenti con disabilità nei loro servizi.
Accessibilità e SEO: un legame più stretto di quanto si pensi
Come Google legge il sito
Google usa bot automatici (crawler) per leggere e indicizzare i siti web. Questi bot non “vedono” le immagini, non ascoltano i video e non interagiscono con i form: leggono il codice HTML del sito, in modo non troppo dissimile da come uno screen reader legge il sito a un utente non vedente. Questo significa che molte delle pratiche che rendono un sito accessibile lo rendono anche più comprensibile per i motori di ricerca.
Il rapporto tra accessibilità e posizionamento organico è approfondito nell’articolo dedicato a accessibilità e SEO e al perché Google favorisce i siti conformi: una lettura consigliata per chi vuole capire i benefici concreti sul posizionamento.
Il ciclo di manutenzione e accessibilità continua
L’accessibilità non è un obiettivo che si raggiunge una volta per tutte. Ogni aggiornamento di WordPress, ogni nuovo plugin installato, ogni modifica al tema può introdurre nuove barriere. Un sito che oggi è conforme può smettere di esserlo dopo un aggiornamento non controllato.
Per questo motivo, l’accessibilità va integrata nel processo di manutenzione ordinaria del sito WordPress: non come audit una tantum, ma come verifica ricorrente che accompagna ogni ciclo di aggiornamento e ogni nuovo contenuto pubblicato.
Un sito accessibile è un investimento che vale la pena fare
Chi ha letto fino a qui ha probabilmente già capito che l’accessibilità del proprio sito WordPress non è un tema marginale. Errori come immagini senza testo alternativo, moduli inutilizzabili da tastiera, video senza sottotitoli o menu bloccati non sono difetti estetici: sono barriere reali che escludono utenti reali, con ricadute negative sulla reputazione, sul posizionamento sui motori di ricerca e, in alcuni casi, sulla conformità normativa.
Affidarsi a un professionista che conosce a fondo WordPress e le linee guida WCAG significa non solo correggere questi problemi, ma costruire un sito che funziona bene per tutti, che si posiziona meglio su Google e che rispetta gli utenti con bisogni speciali. Se si vuole sapere da dove partire per valutare la situazione del proprio sito, o se si sta pensando a un progetto nuovo con l’accessibilità integrata fin dall’inizio, il primo passo è contattare chi ha l’esperienza per affrontarlo in modo completo e strutturato.
Sviluppatore front-end, esperto Wordpress e Woocommerce e consulente digitale, da anni realizza temi personalizzati WP per siti su misura e e-commerce. Supporta privati e agenzie nella programmazione, manutenzione e gestione di progetti con Wordpress.

